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Il Consigliere Generale dei Salesiani al Don Bosco di Napoli

Dal 28 al 31 gennaio, la nostra comunità salesiana del Don Bosco di Napoli ha vissuto giorni intensi e ricchi di significato grazie alla visita straordinaria di don Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere Generale per la Regione Mediterranea della Congregazione Salesiana, giunto tra noi a nome del Rettor Maggiore.

È stato un tempo di grazia, di ascolto e di discernimento, ma anche di verifica e rilancio della nostra missione educativo-pastorale, nel solco del carisma di Don Bosco e in profonda sintonia con le sfide del territorio che abitiamo.

Fin dal primo giorno, la visita si è caratterizzata per uno stile autenticamente salesiano: presenza, vicinanza e condivisione. Don Juan Carlos ha incontrato i formatori del Centro di Formazione Professionale, approfondendo i percorsi educativi e professionali offerti ai nostri ragazzi, e ha vissuto con i giovani dell’Oratorio la tradizionale “Buonanotte salesiana”, momento semplice ma carico di significato educativo e spirituale.

Ha poi partecipato al Consiglio della Comunità Educativo Pastorale, ascoltando con attenzione i responsabili dei diversi ambiti e offrendo parole di incoraggiamento e spunti di verifica preziosi. La giornata si è conclusa con la cena insieme ai ragazzi delle comunità famiglia e agli operatori, segno concreto di quello stile di famiglia che è il cuore del nostro carisma.

Nei giorni successivi, il programma della visita ha toccato tutte le dimensioni della nostra realtà: l’assemblea dei confratelli, la presentazione dei lavori strutturali in corso, la visita al Rione Amicizia, la concelebrazione con il rinnovo delle promesse dei cooperatori ed exallievi, l’assemblea parrocchiale, l’incontro con il Cardinale di Napoli, i momenti con i centri diurni, le educative territoriali, la premiazione della Don Bosco Cup, fino all’intenso incontro di preghiera con i giovani e alla cena preparata dai ragazzi di Dote Comune. La visita si è conclusa il 31 gennaio, festa di Don Bosco, con l’assemblea comunitaria.

In questo clima di fraternità e di confronto sincero, don Juan Carlos ha accolto con grande disponibilità l’invito a raccontarsi e a condividere il senso profondo della visita attraverso un’intervista, che riporto di seguito.

Qual è il suo compito nella Congregazione Salesiana?
«In questo momento, nel Capitolo Generale 29°, sono stato eletto per un secondo mandato, quindi per un secondo sessennio, come Consigliere del Rettor Maggiore per la Regione Mediterranea. Questo è il servizio che attualmente presto alla Congregazione».

In cosa consiste concretamente questo servizio?
«È un servizio di coordinamento e di accompagnamento di tutta l’attività salesiana della Regione, in particolare degli ispettori e dei consigli ispettoriali. Da una parte, il mio compito è far arrivare alle ispettorie gli orientamenti, le scelte e le opzioni del Consiglio Generale; dall’altra, portare al Consiglio Generale le istanze, le ricchezze e le sfide delle singole ispettorie».

Qual è il significato della visita straordinaria?
«Le nostre Costituzioni prevedono che il Rettor Maggiore compia la visita straordinaria, anche tramite un suo delegato. Questa visita ha tre grandi finalità.
La prima è promuovere la comunione: tra le ispettorie, tra le comunità, tra i confratelli e con il Rettor Maggiore, che rappresenta tutta la Congregazione e la Famiglia Salesiana.
La seconda è conoscere la realtà: non per controllare, ma per amare, comprendere i progetti, le difficoltà e le sfide, così da poter orientare.
La terza è servire la fedeltà: ricordare gli orientamenti del Capitolo Generale, la lettera programmatica del Rettor Maggiore, per promuovere la fedeltà alla vocazione salesiana, al carisma di Don Bosco».

Che impressione ha della visita a Napoli fino a questo momento?
«Sono molto contento. È la seconda visita che faccio in questa casa e vedo un grande progresso rispetto a cinque anni fa. L’avanzamento è evidente sotto molti aspetti, a partire da quello strutturale: i lavori in corso sono bellissimi e stanno già servendo ai numerosi progetti educativi.
Ma ciò che colpisce è soprattutto la crescita della proposta educativo-pastorale. Il CNOS-FAP, ad esempio, è cresciuto in modo esponenziale: da due classi e una trentina di ragazzi si è passati a dieci classi e oltre 160 studenti, con uno staff che oggi supera le trenta persone».

E rispetto all’accoglienza dei ragazzi più fragili?
«Vedo una risposta sempre più consolidata verso i ragazzi a rischio di esclusione, grazie alle case famiglia e ai progetti di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati. L’oratorio resta il cuore pulsante, capace di creare sinergia tra tutte le realtà. Anche la parrocchia nel Rione Amicizia svolge un ruolo fondamentale in un quartiere che ha davvero bisognoso della presenza salesiana».

Che atmosfera ha percepito nella comunità?
«Un’atmosfera profondamente salesiana: accoglienza, famiglia, allegria vera. La vivacità dei ragazzi che ti salutano, si avvicinano, parlano con te… tutto questo racconta un ambiente che ricorda molto quello che Don Bosco volle costruire a Valdocco».

Quale augurio sente di fare per il futuro di questa comunità?
«Io vedo qui non solo un rilancio, ma una vera RIFONDAZIONE. Questo progetto ha un grande futuro. Occorre continuare a curare la progettualità, coinvolgendo sempre più le istituzioni civili, ecclesiali e private.
E sento forte anche una chiamata: aiutare la Chiesa e la società ad avere una visione più positiva dei giovani. Le sfide esistono, ma noi salesiani siamo chiamati a costruire una visione di speranza».

Come direttore di questa casa salesiana, desidero esprimere gratitudine profonda a don Juan Carlos per la sua presenza fraterna, per lo sguardo incoraggiante e per le parole di speranza che ha consegnato alla nostra comunità. Questa visita ci conferma che stiamo camminando nella direzione giusta e ci sprona a continuare, con coraggio e fiducia, a sognare e costruire futuro insieme ai giovani, qui, nel cuore di Napoli.

don Fabio Bellino
Direttore del don Bosco Napoli

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