avatar

La visita del Cardinale alla Parrocchia don Bosco traccia orizzonti.

Il 31 gennaio, nella Festa di San Giovanni Bosco, la nostra comunità salesiana di Napoli ha vissuto un momento di grazia e di forte comunione ecclesiale. Il cuore della giornata è stata la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Cardinale di Napoli, l’Arcivescovo don Mimmo Battaglia, presso la Parrocchia don Bosco nel rione Amicizia.

La comunità Parrocchiale del Rione, ha vissuto con gioia e gratitudine la visita del suo pastore e la sua presenza non si è fermata all’altare, oltre a celebrare e a spezzare il pane della Parola e dell’Eucaristia con noi, il Cardinale ha scelto di fermarsi, di incontrare, di ascoltare la comunità del Don Bosco e le persone del quartiere con grande semplicità. Uno stile che parla di Vangelo prima ancora delle parole.

Fin dall’inizio don Mimmo ha voluto ringraziare la famiglia salesiana, sottolineando un’espressione che per noi è diventata conferma e mandato: «È bello per me sentire e sapere che questo è un territorio salesiano». Non una definizione astratta, ma il riconoscimento di una presenza che si prende cura, che cammina insieme, che non abbandona, che sta lungo la strada.

Nella sua omelia don Mimmo ha tracciato orizzonti per la comunità salesiana tutta.

Il primo orizzonte è stato il sogno di Don Bosco. Un sogno che non nasce dal nulla, ma dal sentirsi sognato da Dio. Don Bosco ha potuto sognare perché ha scoperto che la sua vita era già dentro il sogno di Dio. E in quel sogno ha trovato spazio la vita dei ragazzi, tutti i ragazzi. Il Cardinale ci ha ricordato con forza che anche oggi quel sogno continua, qui, tra noi, nei volti, nei gesti, nelle storie che ogni giorno incontriamo. La nostra opera esiste perché quel sogno non si è spento e perché la Chiesa ha ancora bisogno di uomini e comunità capaci di sognare.

Il secondo è stato il sentirsi sognati. Don Mimmo ha parlato con parole semplici che sono arrivate al cuore delle persone: nessuno di noi è solo, nessuno è dimenticato. Sentirsi sognati da Dio significa sapere che c’è sempre Qualcuno che si prende cura di noi, anche nei momenti di stanchezza, di paura, di solitudine. Questo è il cuore del messaggio di Don Bosco e ciò che siamo chiamati a testimoniare ogni giorno: un Dio che non abbandona, che non scarta, che ama fino in fondo.

Il terzo è stato l’uscire, l’andare a cercare. Il Cardinale ci ha ricordato che Don Bosco non si è limitato ad accogliere chi arrivava, ma è andato a cercare lì dove si trovavano i ragazzi, tutti, e qui don Mimmo ha ricordato le parole di Papa Francesco rivolte ai giovani TODOS TODOS TODOS, tutti tutti, tutti! Il campo dove siano chiamati a seminare oggi è un mondo complesso, ferito, attraversato da violenze e fragilità, dove i ragazzi restano sempre vittime. Eppure è proprio lì che siamo chiamati a stare, senza paura, con il coraggio di testimoniare che esiste una strada alternativa, una possibilità di felicità vera. Non con discorsi astratti, ma con una presenza che ama, ascolta, accompagna.

Questa visita del nostro pastore interpella profondamente la nostra comunità. Sempre di più sentiamo di dover essere Chiesa in uscita, una Chiesa che non osserva il territorio da lontano, ma che lo abita, lo attraversa e condivide la vita della gente. Una Chiesa capace di stare per strada, di farsi compagna di viaggio, di diventare presenza viva e riconoscibile, non semplicemente sul territorio, ma parte del territorio, intrecciata alle sue storie, alle sue ferite e alle sue speranze attraverso l’azione evangelizzatrice della parrocchia, attraverso l’azione educativo-pastorale dell’Istituto con l’oratorio, la formazione professionale, le case famiglia, i progetti territoriali e attraverso la cura pastorale dell’ospedale san Giovanni Bosco.

Essere territorio salesiano significa proprio questo, prendersi cura insieme, camminare insieme, continuare a credere che il sogno di Don Bosco può ancora generare vita. Finché saremo capaci di sognare i ragazzi, di sentirci sognati da Dio e di uscire per incontrare tutti, questo sogno continuerà a vivere, qui, oggi, nel cuore di Napoli.

don Fabio Bellino
direttore don Bosco di Napoli

Condividi su